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IL PUNTO DEL DIRETTORE RESPONSABILE

IL PUNTO DEL DIRETTORE RESPONSABILE

Il punto sul Cesena Finito il girone d’andata, che coincide anche con la sosta del campionato, è il momento di tirare qualche somma, provvisoria naturalmente, ma pur sempre indicativa di quanto successo. Diciamo subito che anche in questa stagione è avvenuto un cambio sulla panchina bianconera, determinato come il precedente da risultati deludenti, ancora di più del poco che ci si attendeva da una rosa parsa alla maggioranza di tifosi ed addetti ai lavori, impoverita rispetto al passato. Camplone ha dunque dovuto lasciare la panchina cesenate a quel Castori di ritorno, non una minestra riscaldata come si suol dire in questi casi, che tanto bene aveva fatto e tanta nostalgia lasciato in riva al Savio. Certo il rendimento della squadra è cambiato, così come i risultati, anche se qualche vittoria è stata buttata dalla finestra, e non sempre le scelte (anche della panchina) sono parse le migliori, ma alzi la mano chi non sbaglia mai, e poi Castori non è che abbia ereditato il Barcellona! Ventitre punti e diciottesimo posto in classifica, sono i numeri di questa mezza stagione del Cavalluccio, tanti? Pochi? Difficile trovare una risposta comune, perché si sa che ognuno di noi ha una propria visione delle cose, cui va aggiunto l’ottimismo o il pessimismo, la nostra naturale tendenza a non essere mai contenti, l’essere o il ritenersi in grado di capire quali sono le magagne e la convinzione di poter fare meglio di chi fa il proprio mestiere da lustri. Siamo tifosi, qualche volta più portati ad usare la "pancia" del raziocinio e quindi anche un tantino ottusi (mi si permetta il termine) circa l’andamento delle cose e portati a ragionare sulle nostre convinzioni invece della realtà. Personalmente non ho certezze, anche perché vivo la situazione dal di fuori e da distante, portato magari a considerare spesso inutili i cambi in corsa, pur se ammetto che in alcuni casi sia più facile sostituire l’allenatore che far fuori mezza rosa e ci siano situazioni di conflitto, anche palese, che hanno una sola via d’uscita. Certo il Cesena non può permettersi di avere Mou in panca, ma davvero Camplone era meglio di Drago? E Castori è meglio di Camplone? So già cosa risponderanno molti lettori, anche con la ragione dei fatti e dei risultati, però sono davvero gli uomini alternatisi in panchina a decidere o determinare le sorti del Cesena? Inoltre, cosa dicono davvero i numeri? Vogliamo analizzarli? Perché qualcuno credo resterà sorpreso da quanto viene fuori, e cioè che il Cesena era ed è diciottesimo, avendo totalizzato 22 punti la scorsa stagione e 23 quest’anno. Cinque erano e sono le vittorie, 8 (uno in più di quello scorso) gli attuali pareggi ed altrettante le sconfitte (8 contro le nove dell’anno passato); numeri che ricalcano quasi in fotocopia i risultati di due stagioni, ma cambiano radicalmente quando si parla di reti fatte e subite. Nell’attuale stagione il Cesena ha segnato 32 reti, mentre 40 sono quelle subite, numeri ben diversi dalle 23 e 24 reti rispettivamente segnate e subite, con un netto peggioramento di quanto incassato, pur con una retroguardia di stagione a cui è indubbiamente stata aggiunta esperienza rispetto a quella di Drago/Camplone. I numeri a volte sono impietosi oppure rappresentano una realtà di cui non sempre recepiamo i significati; Castori ad esempio ha certamente trasformato il Cesena, sfruttando la buona vena degli attaccanti Jallow, Dalmonte, oltre alla bravura di Laribi sia nel confezionare assist che nell’andare a sua volta in rete. Il problema dei sette pareggi e delle tre sconfitte dell’era Castori è allora tutto della difesa? Può essere, ma attaccare comporta anche dei rischi e qualche volta, in vantaggio anche doppio, è stata forse la "paura" di vincere a farla da padrone ed il troppo arretrare è stato deleterio quanto la bravura e la determinazione degli avversari. Il Cesena della scorsa stagione ha fatto meglio nel ritorno, con 31 punti, grazie anche al fatto che qualcuno, Ciano per primo, ha giocato con un piglio diverso, portando a casa una salvezza difficile ma meritata; ora staremo a vedere cosa ci riserva il mercato invernale e cosa saranno capaci di fare Castori e la sua band, auspicando si continui sulla strada intrapresa e che prestazioni alquanto deludenti, come quella di Cremona checchè se ne dica, restino comprensibili incidenti di percorso ma si ripresentino il meno possibile. Il 2018 non sarà magari un anno fantastico, ma già trascorrerlo in maniera sportivamente serena sarebbe cosa positiva, vista la situazione; se poi arriverà qualcosa in più, ben venga, ma si può davvero ragionevolmente sognare un traguardo "miracoloso" come la promozione? Andare in A sarebbe la soluzione dei problemi del Cesena? E con quale organico e quali soldi per fare mercato? Quanti punti più del Benevento dei miracoli riuscirebbe a raccogliere eventualmente il Cesena? Mi piace sognare, eccome, ma poi suona la sveglia e, in tutta sincerità, preferisco tenere i piedi a terra, sia a scorrere l’organico che pensando alle casse societarie e, perché no, a certe gestioni in cui finiscono tutti "assolti" ma i soldi dove sono finiti? Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani - Foto Rega
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