
Non parlo.........

Si sono dimenticati anche di un vero capitano che per ben 7 anni aveva dato tutto al Cesena.
Dio salvi il re bianconero. Ciò che ci chiese quattro anni fa da Casali il nostro editore Costantini.
La società del Cesena calcio che stava chiudendo un capitolo antico con l'uscita di scena dalla presidenza degli ortofrutticoli (dicasi famiglia Manuzzi e Lugaresi), immediatamente ne apriva un altro incerto con l'arrivo di uno sconosciuto dal nome Igor Campedelli dagli artigiani romagnoli conosciuto come il "plastichino" dell'edilizia. Con il passaggio del testimone a corte, al seguito del nuovo maggior azionista (per noi è sempre stato Sergio Aletti), arrivarono al suo fianco uomini del tutto anonimi allo scenario del cavalluccio.
C'era dunque qualcosa di diverso nel Cesena, almeno così ci parve di capire un po' tutti. E nella maggioranza serpeggiava la consapevolezza di un domani sempre più incerto e difficile da affrontare. Ma il nostro Costantini con la sua spietata filosofia positiva dentro il palazzo di chi negli anni sessanta aveva inventato il "cestino da viaggio in treno", riuscì a risollevare tra una tagliatella e l'altra, il morale di ogni intervenuto alla serata dedicata ai giornalisti.
I punti di discussione furono.
1) SALVARE LA TESTATA 2) REDAZIONE COESA 3) IL CESENA CI CHIEDE DI DIVENTARE STRETTI COLLABORATORI
4) IL GIORNALE ORGANO UFFICIALE DELLA SOCIETA' BIANCONERA
5) SINERGIE PER UN PROGETTO QUALITATIVO
6) SOSTENERE LA NUOVA PROPRIETA' BIANCONERA 7) AIUTARE BISOLI E LA SQUADRA A CRESCERE 8) EDIFICARE IDEE COMUNI PER LA PROMOZIONE IN SERIE B 9) ALLONTANARE I GUFI, GLI IPERCRITICI DALLO STADIO 10) MASSIMO COMPORTAMENTO DEONTOLOGICO 11) COMPIERE MIRACOLI ALL'OCCORENZA.
Tutti insieme, come si usa fare nella tavola rotonda accettammo di seguire il cavaliere senza una contestazione, senza fiscalità. Motivo. Da 40 anni al primo posto avevamo sempre messo la passione e il "principio della familiarità" dello stare insieme tra persone genuine e pulite e non traditori beceri di facciata che nel tempo se ne sono approfittati della bontà dei Costantini.
Il nostro viaggio incominciò seguendo passo passo le argomentazioni del direttore Lidio Rocchi allontanando una "misera concorrenza" che del Cesena e dei suoi nuovi soci, sputava sentenze in ogni angolo della città con parole, messaggi pesanti da denuncia querela. I dirigenti e dopo i primi rimbrotti acuti del patron bianconero anche in campo insieme a noi si riuscì a superare queste difficoltà che dovevano rimanere di facciata, lasciando tranquilla la squadra. Come si usa fare nei paesi anglosassoni.
Nel percorso siamo rimasti affettuosamente uniti all'editore anche nei momenti peggiori di Lega Pro (Venezia), dove tanti contestavano Bisoli, la squadra, il Presidente... Forza Cesena doveva essere un vulcano in esplosione a livello di comunicazione per dare una continuità positiva ed un'iniezione di fiducia all'ambiente. Non ci siamo mai smarriti e non lo abbiamo fatto anche nel pantano di Portogruaro e nella nebbia di Novara. Sempre in prima linea con gli anfibi.
Sergio Aletti, Luca Della Vedova, Lorenzo Minotti iniziarono a mostrare una notevole considerazione della testata. Si avvicinò al nostro lavoro trasparente Andrea Agostini responsabile della comunicazione e dopo pochi mesi venne incaricato alla responsabilità di Vice Direttore. L'editore continuava a sollecitarci: "Uniti si vince, da soli ci si mette solo in vetrina".
Insomma, accorciando, per due campionati il gruppo fu veramente originale e responsabile come Bisoli e la squadra stessa. Conseguentemente arrivarono due bellissime promozioni. Il lavoro nostrano, la leva ad una quasi perfetta organizzazione romagnola alla lunga ci aveva ripagato. La città sportiva sorrideva all'epopea bianconera. Finita la festa dove si salva solo Sergio Aletti, Lorenzo Minotti, Marco Semprini, Gabriele e Marco Valentini (cuore da vendere), il tradimento al nostro lavoro di Luca Mancini (Andy Luotto ve lo ricordate:::??? Appaio o non appaio) e quello dello stesso Andrea Agostini (il fenomeno...???) con il Presidente in disparte; esente da colpe; e; con l'ultima chiacchiera in corso Sozzi, abbiamo rimasto solo un ostacolo ora che siamo in serie A: quello di annientare Costantini. Per ora non ci sono riusciti. Il giornale risplende della sua autonomia con tanti veri amici a noi vicini pronti a sostenerci per lunga vita. Ne citiamo quattro: Nerio Alessandri, Luciano Vitali, Giuseppe Turci, Alessandro Bonci. E' quanto basta per essere inimitabili come dice sempre il nostro direttore. Alla buon'ora.
a cura di Ugo Vandelli - Foto Arnaldo&Valerio |