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Marco Parolo, nato a Gallarate (Varese) nel 1985, comincia la carriera nelle giovanili del Como. A 19 anni approda in C1 e in seguito gioca a Pistoia, a Foligno e nello scorso campionato a Verona prima di indossare la casacca bianconera.
“Quando sono giunto a Cesena, sono stato accolto da un gruppo di colleghi molto affiatati, con tanta professionalità e la giusta dose di simpatia e ironia. I miei compagni sono ragazzi che hanno voglia di vivere anche fuori dal campo di calcio. Spesso ci troviamo a cena insieme e ammetto che nelle squadre dove ho giocato in precedenza vi era un clima più freddo e formale. Mister Bisoli è un grande professionista e un perfezionista che cura tutti gli aspetti della squadra”.
Il giovane centrocampista, che ha frequentato il liceo scientifico, ha il rammarico di avere abbandonato gli studi universitari:
“A Varese mi sono iscritto alla facoltà di economia e commercio sostenendo due esami. Con l’aiuto di alcuni miei ex compagni di liceo sono riuscito ad avere gli appunti delle lezioni. Ma quando mi sono trasferito a Pistoia sono stato costretto ad abbandonare lo studio con grande disappunto della mamma”.
Il 2010 di Marco è iniziato con il botto: 2 gol nella partita contro il Piacenza del 9 gennaio scorso finita con la vittoria del Cesena per 3-0: “Sono davvero al settimo cielo per quella che è stata la mia prima doppietta in serie B. Sul primo gol Bucchi mi ha messo una palla fantastica e sono stato bravo ad inserirmi da dietro; sul secondo, Schelotto ha fatto qualcosa di incredibile sulla fascia. Quello che mi fa più piacere però, oltre ai tre punti, è il sentirmi sempre più importante per questa squadra. Possiamo arrivare davvero lontano”.
Marco, oltre al calcio, segue con vivo interesse il ciclismo.
“Mio padre negli anni ’70 era un corridore dilettante e non è mai stato interessato al calcio. Ma da quando sono diventato un professionista ha cominciato ad apprezzare anche questo sport ed è diventato il mio primo tifoso. Di recente ho rimesso a nuovo la sua bicicletta in previsione di poterla utilizzare al più presto”.
a cura di Franco Buttaro - Foto Vittorio Calbucci
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