|

I boss sotto porta che fanno la differenza sono diventati ormai una rarità. La stessa Nazionale azzurra in questo ultimo mondiale ci ha fatto capire che i veri leader dal gol facile sono una fenomenologia scomparsa. Manca l'assenza di una vocazione ereditaria e fondamentale per la creazione di un mito contemporaneo. Come dire quale biografia è più interessante Baggio o Bonazzoli? Il mistero delle origini,l'irresistibilità della scalata, l'originalità del percorso, sono tutti ingredienti del vero leader assoluto, gente che esalta la gavetta e rappresenta un quartiere. Oggi, difficilmente questi schemi vengono applicati. Il successo è prioritario in un onere della comunicazione che richiede cambiamenti repentini, ma non si tiene conto che si azzera in questo modo l'etica, la classe e la forma. Chi c'è dietro di loro? Forse una torma di valenti martiri davanti ad una telecamera. Si cercano le apparenze, le strategie, però il problema rimane. In Italia ci sono sempre meno bomber e troppi trionfatori della parola, della chiacchiera gratuita, dell'esaltazione che conferisce in una statura smisurata rispetto alla realtà, della serie una missione impossibile. Molti raggiungono la serie A e si montano la testa, senza pensare che la "zucca" dovrebbe essere quella di Aristotele, almeno fuori dal campo e non solo quella di un profeta di Dio. L'uomo, il calciatore sapiente ha bisogno di un equilibrio e non del nulla; ha bisogno di aguzzare bene la vista per tracciare sul manto erboso una retta dove fare rotolare il pallone al di là della rete. Un vero professionista (cio' in tutti i settori del lavoro) deve proteggere le proprie qualità facendosi scudo delle esperienze, del gruppo assumendosi molte responsabilità. Un talento naturale, tutto quello che ha, se lo costruisce ascoltando il parere anche di chi gli sta vicino. Per questo esistono uomini umili come Bisoli che sanno scrivere le favole più belle del calcio.
a cura di Carlo Costantini - Foto Arnaldo&Valerio
|