|

Per il primo atto della grande rappresentazione, non un teatrino qualunque bensì l’Olimpico! E la ‘comparsa’ Cesena ha tenuto il palco come meglio non si potesse sperare, e così le luci, all’inizio puntate sui prim’attori capitolini, si sono riversate sul collettivo bianconero. Tempo addietro, fresca la notizia, mi si chiedeva del signor Ficcadenti ed io rispondevo: “Mah?”, “Chissà?”, “Vedremo …”. Beh, riferito al debutto, pur se la strada è ancora lunga, devo dire di una formazione messa in campo assai bene, dove ognuno interpreta ruoli diligenti, dove il classico contro piede, messo in essere a menadito, ha costretto al fiato sospeso i romanisti … e non solo (Schelotto, Bogdani e Ceccarelli se ci avessero creduto di più, forse …), dove le posizioni tattiche (assai mobili, pur diligenti) dei bianconeri non hanno concesso nulla di che, se non iniziative personali dei ‘romani’ da calci piazzati e/o diretti (Totti e Riise in primis). Ma la cosa che più è risaltata a occhi vigili e attenti è stato l’atteggiamento tranquillo, a tratti spavaldo (Giaccherini zigzagando tra i giallo-rossi, palla al piede, ha fatto vedere che tipo di pasta viene fuori dalla farina del suo personale sacco … tecnico), vorrei dire ‘maturo’, di un Cesena che pareva venire fuori dal copione di una recita che non sembrava proprio avere atteso quasi … un ventennio! La difesa è parsa ben organizzata, con propensione anche al riversamento in attacco, in particolare Ceccarelli - ha impressionato i cronisti (soprattutto nel primo tempo) per il gran correre, non chi già lo conosceva - e Nagatomo (molto bene il giocatore nipponico sia in fase di rottura che di impostazione). Anche lo svizzero Van Bergen ha mostrato di conoscere bene il mestiere e non avere timori riverenziali nei confronti dei maestosi (?) attaccanti del tecnico Ranieri. Mi è piaciuto ‘tutto’ il Cesena, anche se forse leggermente in ombra (ricordiamo però che lo schermo non permette la visione totale del campo d’azione senza palla) Parolo e Appiah (apparso un po’ nervoso durante i primi scampoli di partita, anche se non aveva tutti i torti quando lamentava di non avere spesso accanto compagni da poter servire di prima, come richiestogli dal suo tecnico).Bene la personalità di Colucci! Bogdani, pure lui, col passare del tempo si è sciolto ed è venuto alla ribalta per abnegazione ai compiti tattici di arretramento, a dare una mano, e ‘fastidio’ alla difesa avversa - pur non avendo creato pericolo costante, un solo ‘pelo’ gli ha negato al tocco fine della punta del suo destro, la gioia che avrebbe forse segnato una pagina storica nel fresco libro del ‘Cavalluccio’, il cui primo capitolo già fa pensare non tanto in una speranza che si possa concretizzare, quanto in una realtà pimpante, senza timori nei confronti del ruolo che andrà ad interpretare. Ma mi sia concessa una nota: Antonioli! Eccezionale! Che esempio … Ma siamo sicuri che la sua carta d’identità riporti i giusti dati anagrafici (41 anni)? Com’è evidente che gli piace il calcio e che lo interpreta in maniera esemplare! Sia d’esempio! Non seguano i giovani le gesta dei presunti Vip della pedata: balere, escort, alcool, fughe notturne e quant’altro. Sia un 4-3-3 (quello proposto dal signor Ficcadenti) o 4-2-3-1 (Ranieri per questo modulo ha optato – pur cambiandolo in corso) la somma fa sempre 11! E l’undici di Cesena, già dalle prime battute mi ha fatto pensare ai celeberrimi telefilm della serie … ‘Saranno famosi’!
A cura di Vittorio Benini - Foto Marco Iorio Roma
|