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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Il Presidente del Cesena calcio Igor Campedelli con il primo cittadino di Cesena Paolo Lucchi.
Domani sera alle ore 18,00 la rosa di prima squadra e l'intero staff dirigenziale guidata dal Presidente Igor Campedelli, dal Vice Presidente Sergio Aletti, dal Direttore Luca Mancini e dal Mister Pierpaolo Bisoli saranno ricevuti nella sala comunale dal Presidente della Provincia Massimo Bulbi, dal Sindaco Paolo Lucchi, dagli Assessori, dai Consiglieri comunali e dai Capigruppo in Consiglio provinciale, che consegneranno a tutti attestati di merito per la storica promozione conseguita ieri.
A cura di Marco Valentini - Foto Arnaldo&Valerio |

Mister Bisoli in campo al Dino Manuzzi non fa passare (come del resto lo è stata tutta la sua difesa nel campionato appena terminato) nemmeno uno come Igor Campelli un tempo vero goleador. Per il tecnico delle due promozioni storiche la regola vincente nel calcio moderno è avere la miglior difesa...
Abituati ad una quotidiana normalità, dove a tenere vive le giornate di tanti è una semplice speranza, quando questa poi si avvera, l’emozione di un sogno diviene incontenibile, mentre gli interpreti, vestiti di gloria, calano in mezzo alla gente dall’etere dove veleggiavano trepidanti attese. E guerrieri di un ideale inseguito da tanti, scesi dall’Olimpo per concedersi, gli acclamati, si prestano a una festa dove umani si uniscono a semidei, in un ballo che danza tra il bianco dello spirito e il nero della magia. Tornavo a casa dopo aver mangiato un po’ di piadina con mia moglie quando, all’ingresso di Cesena, zona autostrada, mi sono ritrovato in fila ad una colonna di auto festanti. La gioia che si sprigionava spandeva tutto attorno il sapore di tanti che col Cesena hanno trovato, durante tutto un anno sportivo, una loro identità. Ai lati del festoso corteo, partecipi sui marciapiedi, a voler condividere una gioia, tante persone ad applaudire, come strumenti aggiunti alla musica di clacson, per una volta non rumorosi alle orecchie. Si è liberata così una gioia prima impensata, poi sperata, infine avverata. E la colonna meccanica, con dentro cuori pulsanti che ruggivano più dei 'cavalli' dei motori, ha trasportato per le strade anime festose, nel suo scorrere composto, pur festosamente vestita di bandiere bianco-nere, che sventolavano ai canti di cori mai esausti. Pensavo sopite le emozioni di quando ero nello sport, lontane da questa mia età che comunemente si definisce matura. E invece mi sono ritrovato pesantemente leggero sul clacson, a strombazzare pure io con il mio ‘trattorino’ (così definisco con affetto la mia Multipla, blu), unito ad una festa che non avvertivo proprio mia, nel rispetto di chi ha vissuto tutto l’anno del ‘Cavallino’ in maniera più diretta e partecipe, ma dalla quale ne sono stato magicamente attratto (complice la pelle d’oca che mi proveniva da un ‘insieme’ così spontaneo, felice … allargato!). E mia moglie con sguardo provocatoriamente semplice a dirmi: “Lo sapevo …”. E già, lei conosce il mio trascorso sportivo, e sapeva che il mio attuale contegno non avrebbe resistito a quella sana, fanciullesca voglia di potersi aggiungere ad una gioia condivisa. “Lo sapevo …”. Oltre al vedere, quello che mi ha trascinato è stato pensare ad una città per una sera felice, contenta ... unita! I dubbi, i timori, le paure, le indifferenze di tutti i giorni … tutto a tacere almeno per una sera, ben sapendo che lo strascico di un matrimonio, manifesto nel tempo, si sarebbe poi steso nei giorni a venire. Ai colori bianco-neri si sono uniti anche coloro che hanno sentito vibrare un’appartenenza campanilistica che quasi attendeva, soffocata di modernità, di poter esplodere in un :”Siamo tutti cesenati! Viva Cesena, viva la Romagna!”. Questo è lo sport! Un gioco che se rispetta i canoni che ne alimentano l’essere, sa risvegliare tutti quei bambini che latitano in cuori adulti di doveri, nell’orgoglio di poter urlare: “Io sono di Cesena!”. Cesena, squadra di calcio, partita solo due anni fa dalle serie ‘C’ con un manipolo di giovinastri sconosciuti, che il Presidente Campedelli ha messo in una barca la cui navigazione pareva incerta - al timone un marinaio all’apparenza rude, ma che ha mostrato di conoscere il mare come pochi. Come la grande distesa d’acqua (a volte la superficie é leggermente increspata, altre si innalza al cielo con marosi che incutono rispetto), sicura la mano al timone, così il 'Signor Bisoli' si é concesso per traghettare tutti sull’Olimpo! Mano decisa la sua, anche a dispetto dei tanti che, prima critici, in maniera anche esasperata, poi arresi, hanno dovuto chinare il capo davanti al burbero (pur pieno d’affetto) condottiero, che con dignità, onestà e chiarezza ha sfoderato un sapere calcistico che pochi gli attribuivano all’inizio. E questo l’anno capito i suoi ragazzi che lo hanno seguito sin dall’inizio alla conquista di quell’isola dove i tesori non sono sepolti, da scoprire, ma a disposizione di quanti hanno saputo navigare con la prua sempre rivolta ad una speranza che via-via è andata sempre più brillando -preziosa pietra di uno scrigno che tanti tifosi ora possono virtualmente esibire, giustamente vanitosi, nelle proprie collane. La modestia, tenuta segreta, ha covato nei petti dei guasconi che hanno corso chilometri di qualità, che hanno sentito nascere in loro, sempre più, la consapevolezza di poter ‘Essere’ dei protagonisti, pur discreti, su quel campo verde dove ora rimarrà imperitura la scritta di un'impresa sportiva. E Bisoli (timoniere impavido) questo lo sapeva, perché vedeva ogni giorno i suoi amati marinai dediti al lavoro, al sacrificio, tutti uniti per l’unica causa che potesse tenere assieme tante diversità: la maglia indossata. Non so dire se proprio tutti abbiamo amato il condottiero, quando urlava "remate!!!!", pur contro il vento a sfavore e le vele sgonfie. Sicuramente tutti lo hanno rispettato, hanno sudato per la sua sana caparbietà. E lo spirito del ‘Cavallino’, dai fondali misteriosi, ha protetto la navigazione, tenendo lontano il canto di Sirene che avrebbero voluto affondare il sogno che Bisoli voleva a tutti costi regalare a dirigenti, atleti, tifosi. E ora gli sconosciuti di alcuni anni fa sono divenuti famosi, alcuni addirittura ambiti. Onore a tutte le squadre di questa meravigliosa avventura - correnti avverse alla navigazione, si sono opposte con lealtà al Bianco-Nero di Cesena – onore a quante gioiranno fra qualche settimana e soprattutto onore a quante hanno versato lacrime dignitose per una realtà che si è rivelato amara. Ma come il Cavaliere china il capo in segno di rispetto dinnanzi al suo destriero, che lo porta dove vuole, così facciano (non prostrati) tutti gli sportivi, davanti a questo Cesena che ha saputo condurre tanti ad una gioia che nel tempo sfumerà, ma che intanto … GIOIA E’!
a cura di Vittorio Benini - Foto Arnaldo&Valerio |
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ANTONIOLI 6: Un paio di uscite e una manciata di rinvii dal fondo. Poi più nulla. Per l'ex milanista un altro pomeriggio di assoluto relax. Se il Cesena ora festeggia la A, però, il merito è anche (anzi, soprattutto) delle sue parate compiute in questi nove mesi. Immortale.
CECCARELLI 7: Guerra dimostra di non avere ancora la testa sotto l'ombrellone. Il difensore di Gambettola, però, non si fa intimorire. E sfodera l'ennesima prestazione convincente.
VOLTA 7: Mai un errore. Mai una sbavatura. E dove sta la novità? Il Cesena festeggia. Lui saluta la Romagna. Presto potremmo (forse) rivederlo in Champions League con la Sampdoria.
PIANGERELLI 6,5: Subito reattivo. Subito attento. A 17 anni di distanza dallo spareggio (perso) dal Cesena a Cremona, si toglie lo sfizio di portare in Paradiso il Cavalluccio. Intramontabile.
LAURO 7: Solitamente chiamato a pomeriggi di super-lavoro, questa volta il forte centrale di Ischia deve solo limitarsi a svolgere il 'compitino'. Rimedia l'ennesima ammonizione 'scatta-diffida'. Ma chi se ne frega! Tanto, il Cesena, i play-off se li guarderà in tv.
SEGARELLI 6,5: Ributtato nella mischia dal primo minuto per la gara più importante della stagione, l'ex motorino del Foligno si fa trovare pronto. Ordinato. Meticoloso.
PAROLO 8: Poco prima del quarto d'ora 'cicca' un appoggio (comodo comodo) per un Giaccherini lanciato a rete. Al 2' della ripresa, però, si rifà ampiamente con gli interessi. Siglando il gol che regala l'1 a 0. E che, in pratica, consegna nelle mani del Cavalluccio il 'lasciapassare' per la serie A. Il suo nome, a questo punto, rimarrà impresso a vita nella mente di tutti i tifosi bianconeri. E, ovviamente, nella storia del Cesena (dal 31' st DJURIC NG).
GIACCHERINI 7,5: Cresce con il passare dei minuti. Da applausi il suo assist per Greco (non sfruttato) ad inizio ripresa. Bianchi gli nega la gioia del nono sigillo stagionale.
COLUCCI 6,5: La lampadina del suo estro si accende solo ad intermittenza. Il suo apporto è comunque fondamentale.
DO PRADO 6,5: Nella prima mezz'ora prova (senza fortuna) a rompere il ghiaccio per ben tre volte. La grinta è quella dei giorni migliori. Poi, un brutto pestone rimediato a una caviglia, lo costringe alla resa (dal 45' pt GRECO 6: Al 10' della ripresa si mangia un clamoroso gol a un metro dalla porta. Oggi, però, siamo tutti più buoni. Sufficienza anche per lui).
MALONGA 6: L'Eroe di Lecce ha sete di gol. Di 'nuove' imprese. Ma, questa volta, l'ex granata rimane a secco (dall'11' st SCHELOTTO 6: Fa il suo dovere. Senza strafare).
A cura di Flavio Bertozzi - Foto Arnaldo&Valerio
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