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Sul prato verde si scende sempre per vincere.

PIER PAOLO BISOLI
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\\ Home Page : Storico : 04] EDITORIALE (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Redazione Sportiva (del 03/09/2010 @ 17:01:37, in 04] EDITORIALE, linkato 674 volte)


Non parlo.........



Si sono dimenticati anche di un vero capitano che per ben 7 anni aveva dato tutto al Cesena.

Dio salvi il re bianconero. Ciò che ci chiese quattro anni fa da Casali il nostro editore Costantini.
La società del Cesena calcio che stava chiudendo un capitolo antico con l'uscita di scena dalla presidenza degli ortofrutticoli (dicasi famiglia Manuzzi e Lugaresi), immediatamente ne apriva un altro incerto con l'arrivo di uno sconosciuto dal nome Igor Campedelli dagli artigiani romagnoli conosciuto come il "plastichino" dell'edilizia. Con il passaggio del testimone a corte, al seguito del nuovo maggior azionista (per noi è sempre stato Sergio Aletti), arrivarono al suo fianco uomini del tutto anonimi allo scenario del cavalluccio.
C'era dunque qualcosa di diverso nel Cesena, almeno così ci parve di capire un po' tutti. E nella maggioranza serpeggiava la consapevolezza di un domani sempre più incerto e difficile da affrontare. Ma il nostro Costantini con la sua spietata filosofia positiva dentro il palazzo di chi negli anni sessanta aveva inventato il "cestino da viaggio in treno", riuscì a risollevare tra una tagliatella e l'altra, il morale di ogni intervenuto alla serata dedicata ai giornalisti.
I punti di discussione furono.

1) SALVARE LA TESTATA
2) REDAZIONE COESA
3) IL CESENA CI CHIEDE DI DIVENTARE STRETTI COLLABORATORI
4) IL GIORNALE ORGANO UFFICIALE DELLA SOCIETA' BIANCONERA
5) SINERGIE PER UN PROGETTO QUALITATIVO
6) SOSTENERE LA NUOVA PROPRIETA' BIANCONERA
7) AIUTARE BISOLI E LA SQUADRA A CRESCERE
8) EDIFICARE IDEE COMUNI PER LA PROMOZIONE IN SERIE B
9) ALLONTANARE I GUFI, GLI IPERCRITICI DALLO STADIO
10) MASSIMO COMPORTAMENTO DEONTOLOGICO
11) COMPIERE MIRACOLI ALL'OCCORENZA.

Tutti insieme, come si usa fare nella tavola rotonda accettammo di seguire il cavaliere senza una contestazione, senza fiscalità. Motivo. Da 40 anni al primo posto avevamo sempre messo la passione e il "principio della familiarità" dello stare insieme tra persone genuine e pulite e non traditori beceri di facciata che nel tempo se ne sono approfittati della bontà dei Costantini.
Il nostro viaggio incominciò seguendo passo passo le argomentazioni del direttore Lidio Rocchi allontanando una "misera concorrenza" che del Cesena e dei suoi nuovi soci, sputava sentenze in ogni angolo della città con parole, messaggi pesanti da denuncia querela. I dirigenti e dopo i primi rimbrotti acuti del patron bianconero anche in campo insieme a noi si riuscì a superare queste difficoltà che dovevano rimanere di facciata, lasciando tranquilla la squadra. Come si usa fare nei paesi anglosassoni.
Nel percorso siamo rimasti affettuosamente uniti all'editore anche nei momenti peggiori di Lega Pro (Venezia), dove tanti contestavano Bisoli, la squadra, il Presidente... Forza Cesena doveva essere un vulcano in esplosione a livello di comunicazione per dare una continuità positiva ed un'iniezione di fiducia all'ambiente. Non ci siamo mai smarriti e non lo abbiamo fatto anche nel pantano di Portogruaro e nella nebbia di Novara. Sempre in prima linea con gli anfibi.
Sergio Aletti, Luca Della Vedova, Lorenzo Minotti iniziarono a mostrare una notevole considerazione della testata. Si avvicinò al nostro lavoro trasparente Andrea Agostini responsabile della comunicazione e dopo pochi mesi venne incaricato alla responsabilità di Vice Direttore. L'editore continuava a sollecitarci: "Uniti si vince, da soli ci si mette solo in vetrina".
Insomma, accorciando, per due campionati il gruppo fu veramente originale e responsabile come Bisoli e la squadra stessa. Conseguentemente arrivarono due bellissime promozioni. Il lavoro nostrano, la leva ad una quasi perfetta organizzazione romagnola alla lunga ci aveva ripagato. La città sportiva sorrideva all'epopea bianconera. Finita la festa dove si salva solo Sergio Aletti, Lorenzo Minotti, Marco Semprini, Gabriele e Marco Valentini (cuore da vendere), il tradimento al nostro lavoro di Luca Mancini (Andy Luotto ve lo ricordate:::??? Appaio o non appaio) e quello dello stesso Andrea Agostini (il fenomeno...???) con il Presidente in disparte; esente da colpe; e; con l'ultima chiacchiera in corso Sozzi, abbiamo rimasto solo un ostacolo ora che siamo in serie A: quello di annientare Costantini. Per ora non ci sono riusciti. Il giornale risplende della sua autonomia con tanti veri amici a noi vicini pronti a sostenerci per lunga vita. Ne citiamo quattro: Nerio Alessandri, Luciano Vitali, Giuseppe Turci, Alessandro Bonci.  E' quanto basta per essere inimitabili come dice sempre il nostro direttore. Alla buon'ora.  

a cura di Ugo Vandelli - Foto Arnaldo&Valerio
 
Di Redazione Sportiva (del 29/08/2010 @ 02:24:01, in 04] EDITORIALE, linkato 858 volte)

Chi l’avrebbe mai detto. La sorpresa è clamorosa. Di quelle che domani faranno parlare sotto gli ombrelloni. Il Cesena all’Olimpico ha fermato i vice-campioni d’Italia con una autorità impressionante, da grande squadra, mai rinunciataria anzi sprecona davanti a Julio Cesar. Il punto è dunque molto meritato e il 4-3-3 disposto da Massimo Ficcadenti pronto a diventare un 4-5-1 nella fase difensiva hanno strapagato. I bianconeri sin dai primi minuti di gioco sono apparsi molto corti chiudendo ogni spazio e appena si recuperava palla correvano via in contropiede. Le quattro “ali” sulle fasce Ceccarelli e Schelotto a destra e Nagatomo e Giaccherini a sinistra sono state impressionanti e velocissime in alcuni spunti. L’unico neo in un match piacevole il terminale offensivo con  Bogdani al momento fuori condizione.  Lo si è visto anche quando ha ricevuto da Ceccarelli un appoggio delizioso per mettere la palla nel sacco; l’attaccante poco lucido da due passi  ha sbagliato incredibilmente la mira. Ma anche la Roma senza l’imperatore fermo per un mese, in attesa di rivedere Burdisso in campo non ha certo brillato nella condizione atletica tant’è che il bel primo tempo in Supercoppa con l’Inter a Milano non si è visto nemmeno a sprazzi. Il Cesena ha invece giocato senza timore reverenziale e con Nagatomo ha costruito il primo vero pericolo della partita, peccato che il suo sinistro abbia sfiorato il palo con il portiere giallorosso ampiamente battuto.  Fino alla mezz’ora poi non accade nulla di particolare se non una velenosa giocata di De Rossi che capisce subito di che pasta è fatto super Antonioli. Totti è ottimamente controllato, Vucinic non ha sale e Menez non ispira mai. Prima dello scadere del tempo lo “sventurato” Bogdani poi in contropiede sciupa tutto non servendo un lanciatissimo Schelotto  solo al limite dell’area romanista.  Si scende negli spogliatori con le squadre a reti inviolate.  Ad inizio ripresa con gli stessi 22 giocatori la musica non cambia. Il Cesena copre e riparte velocissimo sulle linee laterali. Ranieri allora interviene inserendo Brighi e Okaka per De Rossi e Perrotta. Il tecnico giallorosso le tenta tutte per vincere la gara. La Roma vuole i tre punti, ma si sbilancia fino al punto di dare una grossissima opportunità al punteros bianconero Bogdani di stendere Julio Cesar. L’attaccante commette un’ingenuità, probabilmente la più grossa dei novanta minuti.  Dentro Taddei e fuori Menez che esce un po’ scocciato. La mossa del tecnico giallorosso porta a qualche buona sortita. Antonioli infatti quasi alla mezz’ora della ripresa deve compiere letteralmente un miracolo su Vucinic dopo un’iniziativa proprio del nuovo entrato sulla parte destra del campo. I padroni di casa provano a cambiare il passo quando si accorgono che gli avversari calano un po’ d’intensità. Ci prova allora il capitano dalla distanza con una palla a girare, Antonioli dice di no al suo ex compagno con decisione ed esperienza da vendere. Lo stesso capitano in un finale da brivido sfiora il palo poco dopo con un colpo di testa. I giallorossi  aumentano l’intensità e Brighi nel finale si fa chiudere lo specchio della porta da un portiere di 41 anni da fare invidia a tanti ragazzini.  Gava manda tutti negli spogliatoi dopo cinque intensi minuti di recupero. In “dolce vita” il Cesena esce dall’Olimpico a testa alta festeggiando insieme ai suoi 2.000 inimitabili tifosi.

A cura di Carlo Costantini - Foto Iorio Roma

 
Di Redazione Sportiva (del 17/08/2010 @ 15:58:35, in 04] EDITORIALE, linkato 772 volte)

Do Prado contro Adriano una sfida dal sapore brasiliano

Con la stesura del nuovo calendario, si entra già nel vivo di questa stagione. Il sorteggio ha sancito che il Cesena dovrà partire in sesta, quasi una continuazione del finale della scorsa stagione che ha visto i bianconeri di Bisoli trionfare nell’ultima competizione di Piacenza. Il club di Sergio Aletti (Il vero Presidente del Cesena calcio, nessuno lo dice mai), dovrà dimostrare di essere all’altezza del nuovo campionato gettandosi con la mentalità di chi ha il dovere di pensare solo a salvari e nulla più. La Roma sarà ben contenta di affrontare in avvio i ragazzi di Ficcadenti: questa sfida sarà un esame importante per i giallorossi anche per comprendere la ferocia con cui saranno in grado di contendere lo scudetto all'Inter. Partenza sulla quale perdere punti con la piccola romagnola sarebbe triste per la formazione di Claudio Ranieri. Nulla di nuovo sotto il sole dunque per chi conosce bene Totti e compagni che già durante i Mondiali aveva acceso diverse polemiche in merito ad alcuni favori concessi ai neroazzurri. Lui vive per il gol, sappiamo che punta al titolo del campionato, ed è normale che voglia tornare a fare ciò che è nelle sue caratteristiche prima di dire addio al calcio. La Signora Rossella Sensi ha lasciato la squadra quasi intatta (Adriano a parte)  con cui si identificavano i calciatori nell’allenatore per tentare una nuova avventura professionale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti e per quest’anno il torneo sarà tutt'altro che stabile. Chiudiamo cercando di fare luce sul mercato del Cesena. Non ci sembra giusto criticarli in anticipo certi giocatori, visto che non si ha mai avuto l'opportunità di essere impiegati. Rimaniamo convinti delle loro qualità, di come si gioca a pallone. Fra dieci giorni si fa per davvero e il Cesena parte con una regina indiscussa. Difficile all’Olimpico portarle via la corona oltre via Margutta dove ho trascorso lungo il Tevere gli anni scolastici per diventare amante del giornalismo vero e non artefatto.

a cura di Carlo Costantini - Foto Arnaldo&Valerio

 
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